domenica 8 novembre 2009

La geografia religiosa e cristiana dell'Ager Faliscus


LA GEOGRAFIA RELIGIOSA FALISCA
E CRISTIANA DELL’"AGER FALISCUS"

A cura dell’Associazione “Ager Faliscus” di Civita Castellana, fondata da don Giacomo Pulcini.


IMPORTANZA DELLA GEOGRAFIA RELIGIOSA

Si è parlato e si parla spesso di geografia politica, storica, economica, botanica ecc., meno spesso si è sentito parlare di geografia sociale, di geografia artistica e solo qualche raro accenno è stato fatto sulla geografia religiosa.
Eppure la storia del progresso umano e di un singolo popolo è paritetica a quella della religione, che si sviluppa e si localizza in una determinata regione, con manifestazioni culturali (es. I Veda, il Vangelo, il Corano ecc., e soprattutto con manifestazioni materiali come i Menhir delle religioni primitive, i templi e le opere a carattere funerario come le piramidi e le tombe in genere.
Appare subito evidente che la base della geografia religiosa è lo stesso essere umano e la porzione di terra abitata da esso.


L’AGER FALISCUS

L’agro Falisco occupava quella parte del Lazio moderno che aveva a Nord una linea ideale Viterbo-Orte, oltre la quale c’era il territorio Volsiniese; a Sud confinava con il territorio di Veio; ad Ovest aveva il territorio Ceri e il territorio Tarquiniese.
I centri maggiori erano:
-         Falerii Veteres, l’attuale Civita.
-         Narce (tra Mazzano e Calcata).
-         Monterano.
-         Corchiano.
Il territorio era attraversato dalla via Falisco Latina, che da Capena costeggiava il Soratte, attraversava l’attuale Civita C. e collegava gli altri paesi falisci e etruschi.
Tale posizione geografica spiega perché sino a questo momento come afferma il Moretti, non sia stato possibile definire la natura etnica dei Falisci.
Le iscrizioni falische dimostrano i fatti nella lingua affine alla latina, un miscuglio di elementi etruschi e latini, mentre l’aspetto di cultura, di arte e soprattutto di religione si mantiene prettamente etrusco.
-         S. MARIA DELL’ARCO: detta così per un arco che segnava l’ingresso alla città sviluppata nella parte Sud, detta poi Borgo Alessandrino. Era l’antica Cattedrale di Civita C. Contiene colonne scanalate assai belle di un tempio preesistente.
-         S. GIORGIO: presso l’attuale Istituto d’Arte è conservato il campanile e la facciatina a Nord.
-         II Periodo tra il 1100 e il 1500. La città si sposta da Sud a Nord dove già intorno al 1000 cominciano ad apparire numerose torri e castelli isolati, da cui probabilmente derivò il nome della città. Lo sviluppo avviene lungo un asse a oriente lungo la rupe che guarda al Rio Filetto: sorge così la città medioevale con l’attuale via Panico, Piazza San Clemente, Piazza Quintana, via Regina Margherita già via Giulia. Sono di questo periodo:
-         CHIESA DI SAN CLEMENTE: presso la piazza omonima: è ben conservata l’abside entro il giardino di Moranti.
-         RESTI DELLA CHIESA DEL VINCIOLINO: a sinistra dell’Edificio scolastico sono visibili basamenti di colonne.
-         CHIESA DI SAN GREGORIO: del 1200 in stile romanico.
-         CHIESA DI SAN FRANCESCO: in stile romanico; mutata in barocco nel 1700.
-         CHIESA CATTEDRALE: del 1210 in stile romanico: modificata nel 1700, sono rimasti intatti il Portico e il pavimento.
-         S. MARIA DELLE GRAZIE (OSPEDALE): del 1200 con rifacimenti rinascimentali
-         CHIESA DI SAN BENEDETTO.
-         S. GIACOMO: in via omonima; trasformata in casa.
-         ORTATORIO DELLA POSTA VECCHIA.
-         MADONNA DELLA ROSA.
-         MADONNA DELLE PIAGGE.
S. MARIA IN TREIA.
-         S. MARIA DI ACQUAVIVA.
-         S. SUSANNA.

LA GEOGRAFIA RELIGIOSA CRISTIANA DI FALERII VETERES

Nel momento in cui il Cristianesimo apparve nel Lazio, l’attuale Civita C. era una città morta, perchè gli abitanti erano stati portati nel 241 a.C. nella Nuova Faleri, nella quale le vestigia cristiane dei prordi sono rappresentate dalle:
-         FAMOSE CATACOMBE CRISTIANE: a Nord delle mura di Faleri, oltre il fosso chiamato dei SS Martiri Gratiliano e Felicissima morti durante la persecuzione.
-         S. MARIA DI FALERI: costruita intorno al 1100 su una chiesa certamente preesistente. Con il ritorno graduale degli abitanti tra il IV e V secolo d.C. dalla Faleri nuova alla vecchia sede, l’insediamento si verificò ancora una volta a Sud della città, tra la località Scasato e l’altura di Vignale. Mentre nelle zone più prettamente latine il Cristianesimo aveva conseguito una espansione abbastanza rapida, nella zona dei templi falisci la resistenza dei pagani perdurò forse fin verso il V secolo. Attorno a questo primo agglomerato urbano che va dal V secolo a circa il 1100 si ha uno sviluppo di Chiese a carattere rupestre:
-         S. IPPOLITO: poco oltre la cosiddetta curva di S. Salvatore, sotto la massa tufacea dell’Ospedale.
-         Sono visibili tracce di pitture, elementi architettonici esterni di un fonte battesimale, vasta sala per l’assemblea ecc. La Chiesa è databile tra il VII e L’VIII sec.
-         S. CESARIO DI ARLES: chiesa rupestre sulla altura di Vignale con pitture murali, serie di stanze chiaramente adibite a funzioni liturgiche per una popolazione circostante.
-         S. ANSELMO: alla parte opposta di Vignale, al disopra del Tempio di Giunone; con magnifiche pitture ad affresco molto ben conservate di un periodo tra il 1100 e il 1200: un Cristo in una scena del Calvario ecc.
-         S. ANTONIO ABATE: a destra dell’ingresso dell’Ospedale: assai antica: con pitture del periodo rinascimentale, e con famose statuine sotto le colonne che forse furono di ispirazione per Dante Alighieri.


LA NECROPOLI FALISCA DI FALERII VETERES

I Falisci non seppellivano i loro defunti all’interno delle città ma a ridosso di masse tufacee esposte sempre a oriente; in un primo periodo abbiamo tombe a fossa con deposito delle ceneri in una olla ceramica; con la inumazione seguono le tombe a camera. In base alla credenza religiosa il defunto veniva accompagnato nella oltretomba con gli oggetti personali.
-         Necropoli di Monterano: località Monterano oltre l’attuale Cimitero vicino alla Roma Nord.
-         Necropoli di Celle: prossima a Monterano.
-         Necropoli della Penna: a 300 metri dal Forte Sangallo a sinistra.
-         Necropoli di Valsiarosa: oltre La Penna a sinistra e destra.
-         Necropoli di Terrano: intorno al ponte omonimo.


LA RELIGIONE DEI FALISCI

Scarsa è la documentazione scritta, del resto non sicuramente decifrata.
Copiosa è la documentazione archeologica come templi, tombe, vasi ecc. dai quali appare evidente la relazione con le altre religioni del paganesimo antico.
I nomi delle divinità corrispondono; molto sviluppata la dottrina di interpretazione degli elementi naturali; assai vivo il pensiero dell’oltretomba.
Lunghe guerre ebbero i Falisci con i Romani finché nel 241 a.C. la loro città più importante, Falerii Veteres, fu distrutta e gli abitanti deportati a 5 km. di distanza dove venne costruita la Nuova Faleri.


FALERII VETERES

La primitiva città, circa l’VIII e il VII sec. a.C., sorgeva sul pianoro di Vignale, un tempo unito con un istmo alla parte terminale della attuale Civita C. nel luogo dove sorge l’Ospedale Andosilla.
Sopra Vignale sorgeva la primitiva Acropoli e tuttora sussistono gli avanzi di due templi chiamati uno maggiore e l’altro minore; di questi abbiamo alcune antefisse e moltissimi altri frammenti di statue votive, come quella di Mercurio ecc.
Tra il VI e V secolo la città si estese più a Nord, iniziando dallo Scasato, dove ci sono i resti di un tempio chiamato di Apollo.
Nel 241 si ebbe la distruzione della città, ma non dei templi.


I TEMPLI DI FALERII VETERES

I 5 templi della zona di Falerii Veteres, in base alla testimonianza di Vitruvio e in base alle rovine pervenuteci, sono costruiti secondo lo schema del tempio etrusco italico, con triplice cella e con materiale ligneo e colonne di mattoni.
Molto belle erano le lastre di rivestimento, con l’acroterio, le antefisse e i tegoloni frontali.
-         TEMPIO MAGGIORE DI VIGNALE: era situato sul pianoro: ci sono pervenute le antefisse a testa di Sileno, a testa di Menade, frammenti di acroterio a forma di grifo, piccola testa di Mercurio ecc.
-         TEMPIO MINORE DI VIGNALE: ci sono pervenuti molti frammenti visibili a Villa Giulia.
-         TEMPIO DI GIUNONE CURITE: i resti ancora visibili ci permettono di ricostruirne la pianta; sono stati trovati in loco molti oggetti votivi in bronzo: il tempio è posto lungo il torrente che proviene da Ponte Clementino in località Celle. Ovidio ne ricorda la Festa annuale con la processione dalla Faleri Nuova che discendeva per la via sacra o velata.
-         TEMPIO DI MERCURIO AI SASSI CADUTI: interessante per l’acroterio che ci è pervenuto.
-         TEMPIO DELLO SCASATO: con il famosissimo Apollo.


BIBLIOGRAFIA

1.      O. DEL FRATE: Guida storica e descrittiva della Faleria Etrusca.
2.      PERKINS E FREDERIKSEN: Antico Sistema di strade dell’Ager Faliscus.
3.      TARQUINI F.: Guida territoriale di Civita Castellana.
4.      MORETTI M.: Il Museo Nazionale di Villa Giulia.

N.B. Il testo è tratto da 4 pagine dattiloscritte pervenute in Biblioteca negli anni '70 del XX secolo.

[Trascrizione di Sergio Carloni]

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